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Affittare conviene: le agevolazioni per il proprietario di casa

Ogni attività – soprattutto in fase iniziale – richiede impegno. Questo assunto è più che valido anche nel settore immobiliare, dove all’inizio potrebbe essere necessario affrontare alcune spese. Allo stesso tempo – però – sono previste diverse agevolazioni economiche per il proprietario di casa che intende affittare il proprio immobile.

Talvolta la legge non è chiara e la sua interpretazione potrebbe rivelarsi un po’ ostica, di conseguenza cerchiamo di fare insieme ordine nella grande mole di leggi e decreti che riguardano la locazione di immobili. Come risparmiare?

Andiamo alla ricerca delle agevolazioni fiscali riservate al proprietario di un immobile che stipula un contratto di locazione. Tra l’altro, le medesime agevolazioni sono riconosciute dalla legge anche all’inquilino interessato ad affittare l’appartamento. Analizziamo entrambi gli aspetti.

Quali sono le agevolazioni fiscali dei locatori?

La prima soluzione per risparmiare sull’affitto è data dall’optare per il regime della cedolare secca. In tal caso, infatti, le tasse dovute allo Stato – calcolate sulla base del reddito percepito dalla locazione – saranno minori.

Come funziona la cedolare secca? Innanzitutto l’imposta di registro dovrà essere pagata soltanto per la cessione del contratto di locazione, e non anche per le relative registrazioni o in caso di risoluzioni o di proroghe.

In secondo luogo, va precisato che l’imposta sostitutiva verrà calcolata sulla base del canone annuo. La relativa percentuale sarà pari rispettivamente al 21% o al 10% a seconda che si tratti di locazione a canone libero o concordato.

Se vuoi approfondire la questione e scoprire come adottare il regime della cedolare secca, puoi dare una lettura a questo articolo.

Locazione: sì al canone concordato

Un’altra agevolazione lato proprietario riguarda la stipula dei contratti a canone concordato. Si tratta di una modalità particolarmente vantaggiosa sia per il locatore che per il locatario. Puoi dare un’occhiata alla disciplina nel dettaglio cliccando qui. Le modifiche apportate anche nell’ottica di favorire ambo le parti sono state introdotte con il Decreto n. 62 del 15 marzo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in accordo il Ministero dell’Economie e delle Finanze.

In caso di scelta di canone concordato il locatore avrà diritto a una riduzione IRPEF pari al 30% dal reddito imponibile percepito dalla locazione dell’immobile.

Inoltre, se il proprietario stipula il contratto a titolo di abitazione principale con un futuro inquilino che eleggerà residenza anagrafica nel Comune dove è sito l’immobile, il calcolo di Imu e Tasi si baserà sull’aliquota stabilita dal Comune in questione. Il che comporta una riduzione del 75%.

Nel caso in cui il locatario interessato alla stipula del contratto di affitto abbia una fascia reddituale bassa e, di conseguenza, rientri nelle cosiddette categorie in condizioni di disagio, è prevista una detrazione ai fini dell’imposta sul reddito del proprietario. La riduzione complessiva è pari al 70%.

Il contributo comunale

Affittare conviene. Anche se l’inquilino dovesse essere moroso. Di cosa stiamo parlando? I Comuni, mediante delibera della Giunta, possono prevedere contributi integrativi destinati ai proprietari di casa. Il caso di morosità dell’inquilino rientra tra le ipotesi per cui è previsto un contributo a favore del proprietario. Sarà il singolo Comune stesso a fissare le modalità e i requisiti per beneficiarne.

I lati positivi della locazione, che senza dubbio favorisce la ripresa del mercato immobiliare italiano, sono molteplici. Segui il blog di Uniplaces per tenerti aggiornato sulle novità legislative e per fare tesoro dei consigli utili per l’affitto.

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