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Note Legali e Fiscali

I trend del mercato immobiliare: dal 2008 a oggi

Laura Paglia

 Trasferimenti per lavoro o per studio, delocalizzazioni aziendali, scelte personali, motivazioni familiari, sono tanti i motivi che spingono al giorno d’oggi gli italiani a spostarsi su e giù per lo stivale, ricercando nel frattempo l’alloggio migliore e più adatto alle proprie esigenze. In questo tram tram socio-economico com’è cambiato il mercato immobiliare in Italia? Ne è stato analizzato l’andamento in un periodo decennale, che va dal 2007 al 2017, prendendo in considerazione l’aspetto degli affitti.

L’andamento del mercato delle locazioni immobiliari

Scopriamo insieme quali dati e trend sono emersi dall’indagine sulle locazioni immobiliari realizzata dal gruppo Tecnocasa, che ha puntato il focus anche sui canoni.

Possiamo collocare l’aumento della domanda di locazioni nel 2008, anche a causa della tendenza delle banche a concedere meno mutui, situazione che ha rallentato gli acquisti di immobili. Si è verificato un fenomeno inaspettato: nonostante siano stati numerosi gli italiani alla ricerca di case in affitto, i relativi canoni sono diminuiti. Per quale motivo? Ha inciso la forte concorrenza tra i vari proprietari, che erano quindi disposti al ribasso. Nello stesso periodo gli inquilini, dal canto loro, facevano maggiore attenzione alla qualità e allo stato di manutenzione degli appartamenti in affitto. Queste tendenze proseguono anche nel 2009.

Nel 2010 si assiste a un parziale cambiamento, mentre la domanda continua ad aumentare. I proprietari diventano più attenti nella scelta del conduttore, in particolare iniziano a richiedere maggiori garanzie per porsi al riparo da eventuali morosità. Lo stesso vale per i due anni successivi.

A sorpresa, nel 2013 i canoni di locazione si abbassano: si registra un ulteriore calo del 4%. Perchè? A causa della scarsa di liquidità degli interessati ad affittare casa, per far fronte alla quale i proprietari degli immobili si trovano costretti a diminuire i prezzi mensili per l’affitto. Tuttavia, continuano sulla scia delle garanzie richieste.  

Inversione di tendenza per i canoni di locazione

Soltanto nella seconda metà del 2014 e soltanto in alcune grandi città, i canoni di locazione aumentano lievemente. In genere, si predilige il contratto a canone libero, ma aumenta il numero dei contratti a canone concordato stipulati, anche come conseguenza dell’introduzione della cedolare secca.

Prendendo come punto di riferimento i grandi centri urbani, nel 2015 assistiamo a un calo del prezzo delle locazioni degli immobili: in particolare si registra un calo dello 0,8% per i monolocali, dello 0,5% per i bilocali e, al contrario, un aumento dello 0,3% nei trilocali. Segue un’inversione di tendenza nel secondo semestre dello stesso anno, con un lieve aumento. Per quanto riguarda la stipula del contratto, aumentano quelli a canone concordato.

A partire dal 2016, i canoni di locazione aumentano uniformemente un po’ ovunque. Possiamo evidenziare alcune differenze a seconda che si tratti di monolocali, bilocali o trilocali. Infatti, per i primi si registra un aumento dello 0,8% del prezzo mensile per l’affitto, mentre nel secondo e terzo caso si tocca quota 1,2%. In una visione d’insieme, migliora la qualità dell’offerta immobiliare, mentre diminuisce l’offerta. La scelta del canone concordato ottiene sempre maggiori consensi: ben il 27,2% opta per questo tipo di pagamento. In particolare, in un solo anno si è assistito a un aumento di quasi 7 punti percentuale, passando dal 20,3% della seconda metà del 2015 al 27,2% nel secondo semestre del 2016.

Arriviamo al 2017, anno in cui i canoni di locazione proseguono l’impennata. Distinguendo sempre in base alla metratura degli appartamenti, i dati mostrano un aumento del 3,6% per i monolocali, del 3% per i bilocali e del 2,7% per i trilocali. Le cause possiamo individuarle nella minore offerta, alla quale corrisponde invece una maggiore qualità, così confermando la tendenza dell’anno precedente.

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