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Sì alla locazione: boom del canone concordato

Laura Paglia

Se sei un proprietario di casa che ha intravisto i lati positivi dell’affitto e ha deciso di locare il proprio immobile, sei sicuramente a conoscenza delle varie tipologie di contratto.

Tra di esse, spicca quello a canone concordato. Se vuoi approfondire l’argomento, trovi qui tutti i dettagli sul canone concordato: parliamo di vantaggi fiscali.

Aumentano sempre più i contratti di affitto tra proprietario e inquilino. Di seguito una fotografia dell’Italia. Lo studio ha preso in considerazione tutto il secondo semestre del 2018.

Boom dei contratti a canone concordato

Quali sono gli elementi distintivi rispetto all’anno precedente? Risulta maggiore la stipula di contratti a canone concordato. Infatti, da luglio a dicembre 2018 la percentuale di proprietari di casa che ha optato per tale tipologia di contratto ha raggiunto il 27,8%.

Se prendiamo in considerazione tutto il 2018, nei Comuni ad alta tensione abitativa sono stati affittati con contratto a canone concordato quasi 220 mila abitazioni. La concentrazione maggiore riguarda le città di Roma, Torino e Genova.

Allo stesso tempo, il contratto di locazione a canone libero è di gran lunga utilizzato: si ricorre soprattutto al 4+4 e, in tal caso, la percentuale è pari al 52,3%.

Bilocale o trilocale?

Per comprendere meglio il mercato, così da poter sfruttare le tendenze, analizziamo il comparto della locazione da più punti di vista. Qual è la tipologia di immobile che viene affittato con più facilità? Il 40,7% è a favore del bilocale. Segue la domanda per il trilocale, preferito dal 34,7%.

Perchè affittare?

Quali sono le motivazioni che spingono verso la locazione di un appartamento? Prima di tutto viene la scelta abitativa, per cui è mossa la maggioranza, pari al 57%. Una buona fetta del mercato delle locazioni è coperta da coloro che scelgono un appartamento in affitto per motivi di lavoro (33,6%).

Infine, il 9,4% procede in tal senso per motivi di studio. Quest’ultima percentuale ha subito un incremento nel giro di un anno: nel secondo semestre del 2017, infatti, la percentuale di chi affittava per motivi di studio era del 6%. In definitiva, possiamo dire che gli affitti universitari sono aumentati del 3,4%.

Le città dove si registra il numero più elevato di stipule più elevati sono Milano, Roma, Bologna, Firenze e Verona.

Gli inquilini in Italia

Focalizziamoci adesso sugli inquilini. Le scelte abitative sono confermate se facciamo caso al “target” di conduttori interessati all’affitto.

Quasi la metà rientra nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni (45%). Accanto ad essi, troviamo un buon 23% che ha un’età compresa tra i 35 e i 44 anni. Da questo punto di vista, le percentuali diminuiscono man mano che aumenta la fascia d’età.

Possiamo considerarlo un caso? In realtà l’andamento del mercato immobiliare è stato influenzato dalle maggiori o minori possibilità di accesso al credito. Per questo motivo non è raro che si preferisca la locazione al posto della compravendita.

Questa tendenza è ulteriormente confermata dal fatto che, invece, l’età degli acquirenti di immobili è pari o superiore ai 45 anni, quando si hanno maggiori certezze economiche e stabilità lavorativa.

Non ci sono particolari differenze, invece, relativamente allo stato di coloro che affittano: le coppie, con o senza figli, sono il 58,7% del totale, mentre i single sono il 41,3% degli inquilini.

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